Prossimo Evento: 12 - 13 - 14 Dicembre 2025


 Nominato di recente alla guida della nazionale femminile francese al fianco di Baptiste Benetoux, Juan Alday ha condotto il suo primo camp di osservazione con le migliori giocatrici francesi. Dalle prime impressioni ai criteri che guideranno le sue scelte, fino alla sua visione del ruolo di allenatore della nazionale, il tecnico argentino ha condiviso le sue riflessioni con… Padel Magazine. 

“Un ruolo davvero toccante”

Juan Alday non nasconde il suo entusiasmo quando parla del suo debutto come commissario tecnico della nazionale francese.

Sebbene conoscesse già tutti i giocatori grazie alle numerose partite ormai trasmesse, questo primo incontro gli ha permesso di trascorrere del tempo con loro quotidianamente.

“Sono molto felice e profondamente emozionato per questo nuovo passo. Conoscevo già tutti i giocatori francesi, ma vederli da vicino è diverso. E con Baptiste al mio fianco, tutto è molto più semplice.”

Un tirocinio incentrato sull’osservazione

Il recente ritiro di allenamento non aveva lo scopo di sconvolgere la routine dei giocatori, bensì di conoscerli meglio.

Alcuni sono arrivati ​​direttamente dalle competizioni con le gambe stanche, altri si sono avvicinati a questo incontro con un po’ di nervosismo, ma lo stato d’animo generale ha pienamente soddisfatto il nuovo allenatore.

“Le ragazze erano piene di energia. Alcune erano stanche, altre un po’ nervose, ma ci siamo davvero divertite in questo ritiro.”

Oltre al livello di gioco, Juan Alday spiega di aver notato un altro aspetto.

“Ciò che mi interessa di più non è solo il loro livello di abilità. Osservo soprattutto la loro energia, il modo in cui risolvono determinate situazioni o gestiscono una partita. È questo che mi ha colpito maggiormente in positivo.”

Lou Lambert e Kimy Barla, due giocatori che hanno lasciato un’impressione indelebile su di lui.

Quando gli viene chiesto di nominare i giocatori che lo hanno particolarmente impressionato, Juan Alday riconosce la delicatezza del compito.

“È sempre difficile citare solo due giocatori, perché si può dare l’impressione di dimenticare gli altri.”

Sebbene si rifiuti di stilare una classifica del suo gruppo, due giovani giocatori hanno comunque attirato la sua attenzione.

“Mi ha fatto davvero piacere rivederlo.”  Lou Lambert  et  Kimy Barla “…che ho scoperto l’anno scorso ai campionati francesi di Perpignan. Ho apprezzato la loro crescita e i loro progressi. Ti fa venire voglia di vedere cosa riserverà loro il futuro.”

Perché Steffi Merah è stata selezionata

Quando gli è stato chiesto della selezione per i prossimi Giochi Europei, dove  Steffi Merah  è stato preferito  Clara Mansart Juan Alday insiste su un punto: nessun giocatore è veramente superiore a un altro.

“Non sto favorendo nessuno. Le decisioni sono molto difficili perché i livelli sono molto ravvicinati.”

Spiega che la decisione si è basata su dettagli molto piccoli, che preferisce non rivelare.

“Si tratta di scelte molto difficili. Ciò non significa che i giocatori non selezionati siano meno talentuosi o che non verranno selezionati in seguito.”

Il tecnico sottolinea inoltre che la concorrenza è particolarmente agguerrita.

“Non si tratta solo di Clara. Ci sono anche Camille, Cassandra, Jennifer… molte giocatrici stanno ottenendo risultati di altissimo livello. Baptiste ed io abbiamo ritenuto che, per questo evento, Steffi fosse la scelta migliore.”

“La cosa più importante è creare una squadra.”

Abituato al circuito Premier PadelJuan Alday distingue nettamente il suo lavoro quotidiano da quello di allenatore della nazionale.

Quando allena una coppia per tutto l’anno, può intervenire sugli aspetti tecnici o tattici. Con una nazionale, la logica è completamente diversa.

“Non sono qui per modificare tecnicamente una giocatrice. Ogni giocatrice ha già il suo allenatore. Il mio ruolo è quello di comprenderne i punti di forza, ottimizzarli e, soprattutto, trovare le combinazioni migliori.”

Per lui, il successo di un processo di selezione non dipende esclusivamente dal talento individuale.

“Ci possono essere due giocatori eccellenti che non vanno d’accordo. Il compito di un allenatore non è semplicemente quello di mettere insieme i nomi migliori, ma di costruire una vera squadra.”

Uno sguardo al dibattito FIP vs. Premier Padel

Infine, a Juan Alday è stata posta una domanda che circola attualmente nel circuito: diversi giocatori tra i primi 60 stanno scegliendo di partecipare ai tornei del FIP Tour piuttosto che ad alcuni eventi specifici. Premier Padel al fine di massimizzare il loro punteggio totale.

Per lo spagnolo, questa scelta è perfettamente comprensibile.

“Oggi, allenatori e giocatori si adattano alle regole del circuito. Se un giocatore può guadagnare più punti in un torneo FIP che in un Premier PadelPenso che la sua scelta sia sensata.

Pur senza proporre soluzioni miracolose, egli ritiene che una migliore armonizzazione del calendario sarebbe vantaggiosa.

“I tornei devono essere organizzati meglio. Ad esempio, avrebbe più senso che un torneo P2 come Bordeaux avesse la precedenza su alcuni tornei FIP. I giocatori devono poter continuare a competere nei tornei FIP senza perdere le loro possibilità di…” Premier Padel”È una situazione complicata, ma bisogna trovare una soluzione.”

A pochi mesi dai Mondiali, questo primo ritiro ha permesso a Juan Alday soprattutto di gettare le basi per il suo progetto. Il tecnico spagnolo insiste sul fatto che, al di là del livello di gioco, sarà la capacità dei giocatori di formare una squadra ad alte prestazioni a guidare le sue decisioni future.

Maceo Zerhat

Maceo Zerhat ha scoperto il padel nel 2020 a Savigny-sur-Clairis, in Borgogna. Ha contribuito all’espansione del club portando con sé energia e curiosità. Padel Magazinetrasmette il suo Padel”mania” rimbalzando abilmente su tutte le ultime notizie sul tuo sport preferito!



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