Dopo una semifinale particolarmente estenuante al Kuwait Major, Ari Sánchez e Andrea Ustero si sono assicurati un posto in finale al termine di una battaglia durata quasi 3 ore e 40 minuti. Una vittoria conquistata con tenacia, frutto di pura forza di volontà, in un match in cui sono stati costantemente sotto pressione. Nella conferenza stampa post-partita, i due spagnoli hanno ripercorso la sfida, le difficoltà affrontate durante la settimana e la loro incrollabile determinazione.
“La partita non è stata all’altezza, ma abbiamo vinto grazie al nostro atteggiamento.”
Per Ari Sánchez, questa semifinale illustra perfettamente le difficoltà affrontate dalla coppia questa settimana in Kuwait. Al di là del livello di gioco, la pressione e la posta in gioco hanno pesato enormemente su entrambi i giocatori.
“Non mentirò, durante la partita ho pensato più volte a quella di Roma, che fu anch’essa molto lunga e difficile.”
La spagnola ammette che la sua squadra non ha necessariamente giocato al suo miglior livello dall’inizio del torneo.
“Questa settimana, c’è molto di più in gioco del padel. C’è la pressione, il nervosismo, cose a cui sappiamo di non dover pensare, ma che sono presenti a livello inconscio. Questo rende tutto più difficile.”
Nonostante queste difficoltà, Sánchez è rimasto particolarmente colpito dalla reazione dei suoi compagni di squadra.
“La partita non è stata delle migliori, ma abbiamo vinto con atteggiamento, con spirito combattivo. È quello che ho sempre chiesto ad Andrea.”
Ustero al culmine delle forze, Sánchez nel ruolo di leader
Uno dei punti salienti di questa conferenza stampa riguarda le difficoltà fisiche incontrate da Andrea Ustero nel terzo set.
Sánchez racconta di aver dovuto spronare la sua giovane compagna a dare il massimo e a trovare le sue ultime riserve di forza.
“Nel terzo set, Andrea mi ha detto che non ce la faceva più, che non sentiva più le gambe. Le ho risposto che potevamo sempre spingerci un po’ oltre, che ci eravamo allenate tutta la settimana proprio per poter gestire momenti come questi.”
Un discorso che ha chiaramente dato i suoi frutti.
“È stata una sfida di mentalità, carattere e atteggiamento. Il fatto che sia riuscita a offrire una prestazione del genere è estremamente importante.”
Sánchez ha inoltre sottolineato il merito della sua compagna, soprattutto dopo una situazione particolarmente complicata nel secondo set, in cui si sono trovate in svantaggio di due break.
“Eravamo al nostro punto più basso, ma abbiamo continuato a crederci. Ho cercato di aiutarla il più possibile, ma alla fine è stata Andrea a vincere questa partita, mentalmente, fisicamente, sotto ogni aspetto. Sono molto orgoglioso di lei.”
Una vittoria che probabilmente lascerà il segno
Dopo 3 ore e 40 minuti di lotta, i due giocatori non hanno nascosto la loro stanchezza alla vigilia della finale.
“Dietro quelle tre ore e quaranta minuti si cela un’enorme quantità di nervosismo e tensione. Questo moltiplica la fatica”, spiega Sánchez.
Il recupero sarà quindi fondamentale, soprattutto perché lo spagnolo riconosce che questa partita avrà inevitabilmente delle conseguenze fisiche.
“Per fortuna abbiamo con noi Toni, il nostro preparatore atletico. Lavoreremo per recuperare al meglio. È certo che questo ci influenzerà, ma la voglia e la motivazione di giocare una finale possono compensare questa mancanza di freschezza.”
Andrea Ustero: “Un anno fa non avrei mai immaginato di arrivare a questo livello.”
Da parte sua, Andrea Ustero ha riflettuto sul suo percorso di crescita professionale da quando ha iniziato la sua collaborazione con Ari Sánchez.
La giovane spagnola ritiene di aver raggiunto un traguardo importante, soprattutto a livello fisico e mentale.
“Se avessi ripensato alla mia situazione di un anno fa, non mi sarei mai immaginato qui. Da quando gioco con Ari, ho imparato tantissimo.”
Sottolinea in particolare i progressi compiuti nella gestione dei periodi difficili.
“Sento di migliorare torneo dopo torneo, soprattutto dal punto di vista fisico e mentale. Sto iniziando a risolvere problemi che mi costavano caro qualche mese fa.”
Attribuisce inoltre questo sviluppo al lavoro di coloro che la circondano.
“Sono fortunato ad avere al mio fianco la migliore squadra, il che rende tutto molto più semplice. Sono molto felice perché ho fatto progressi che non avrei mai potuto immaginare un anno fa.”
Un’altra finale di un Major, nonostante le difficoltà
Questa qualificazione conferma la capacità di Sánchez e Ustero di resistere anche quando il loro livello di gioco non è all’altezza.
In svantaggio, in difficoltà fisiche e sotto pressione, hanno trovato le risorse per ribaltare una semifinale che sembrava sfuggire loro di mano.
La sfida ora sarà quella di recuperare a sufficienza per la finale, dopo una partita che ha richiesto un enorme dispendio di energie.
Ma come ha riassunto Ari Sánchez, la motivazione di giocare una finale di un Major potrebbe benissimo far loro dimenticare parte della stanchezza.
Ho scoperto il padel direttamente durante un torneo e, francamente, all’inizio non mi piaceva molto. Ma la seconda volta è stato amore a prima vista e da allora non mi sono persa nemmeno una partita. Sono anche disposto a stare sveglio fino alle 3 del mattino per guardare il finale Premier Padel !
