Due sconfitte contro la stessa coppia in otto giorni cambiano la natura della situazione. A Rotterdam, Franco Stupaczuk e Jon Sanz avevano sconfitto Alejandro Galán e Federico Chingotto per 6-4, 6-4. A Düsseldorf, le teste di serie numero 4 hanno confermato la loro forma con una vittoria per 7-6, 6-4.
Il primo risultato potrebbe ancora essere considerato casuale. Il secondo solleva una questione più ampia: Stupaczuk e Sanz hanno trovato una risposta riproducibile, oppure Galán e Chingotto stanno attraversando un periodo di calo di forma, mentre la loro posizione di numero uno al mondo si allontana?
Stupaczuk / Sanz, due partite e nessun set concesso
A Düsseldorf, Galán e Chingotto hanno avuto la prima occasione per prendere il controllo del match. Sul 5-4 nel primo set, si sono procurati un set point sul servizio degli avversari. Stupaczuk e Sanz lo hanno annullato, prima di crearsi a loro volta due opportunità in risposta. Il set si è concluso al tie-break, vinto da Stupaczuk e Sanz per 7-3.
Il secondo set ha seguito un andamento diverso. Dopo uno scambio di break, Stupaczuk e Sanz si sono portati sul 5-2. Galán e Chingotto hanno annullato tre match point e sono riusciti a rimontare fino al 5-4, ma non sono riusciti a prolungare l’incontro. La quarta occasione si è rivelata decisiva per i loro avversari.
In otto giorni, Stupaczuk e Sanz hanno vinto quattro set su quattro contro la seconda coppia al mondo. La ripetizione rende impossibile ridurre questi risultati a pochi punti eseguiti male. Tuttavia, questo non basta per individuare un unico meccanismo tattico.
La diagonale Sanz/Chingotto, la prima area da studiare
Sanz può cercare di accelerare dalla sua posizione senza dover coprire da solo l’intera produzione offensiva della coppia. Stupaczuk, più costante sulla sinistra, gli fornisce una struttura all’interno della quale Sanz può prendersi più rischi. La domanda, quindi, è se Chingotto riuscirà a mantenere una distanza sufficiente per impedire a Sanz di colpire la palla sopra la rete.
Quando Sanz può avanzare e accelerare, Galán deve decidere se proteggere maggiormente il centro o rimanere concentrato sul suo passaggio diagonale con Stupaczuk. Questa scelta può creare spazio e, durante la partita di Düsseldorf, abbiamo visto diverse bajada vincenti di Sanz direttamente per Galán per sorprenderlo e impedirgli di raggiungere il centro.
Dall’altro lato, il ruolo di Stupaczuk sembra altrettanto importante. La sua missione non è necessariamente quella di battere Galán con la potenza. Può provare a togliere palle favorevoli, prolungare gli scambi e mantenere la coppia in una posizione di equilibrio fino a quando Sanz non può intervenire.
Da Parigi, una serie di incontri sfuggiti di mano a Galán/Chingotto
Queste due sconfitte assumono una dimensione diversa se paragonate alla finale del Major di Parigi.
Contro Arturo Coello e Agustín Tapia, Galán e Chingotto erano in vantaggio per 5-2 nel terzo set e servivano per il titolo sul 5-3. Alla fine persero il set al tie-break, 7 punti a 1. Da allora non hanno più raggiunto una finale e hanno perso solo due volte contro Stupaczuk e Sanz.
La cronologia degli eventi è impressionante: una grande occasione persa a Parigi, poi due tornei conclusi dalla stessa coppia. Ma questo non fa ancora pensare a un problema mentale. A Düsseldorf, Galán e Chingotto hanno annullato tre match point e sono riusciti a rimontare da 2-5 a 4-5. Questa reazione non indica che la coppia abbia rinunciato a lottare.
La vera questione è la loro attuale capacità di mantenere lo stesso livello di precisione fino alla fine dei set. A Parigi, non sono riusciti a chiudere i set quando servivano per il titolo. A Düsseldorf, hanno sprecato il punto del primo set. In entrambi i casi, il margine si è ridotto proprio quando i punti sono diventati cruciali.
Galán riconosce che il primo posto sta sfuggendo di mano.
Prima della semifinale tedesca, Galán ha rilasciato un’importante dichiarazione. Ha ammesso che la lotta per il primo posto nella classifica mondiale gli sembrava ora “molto complicata”, a causa del distacco e dell’imminenza della fine della stagione.
Nella classifica FIP del 12 ottobre, Coello e Tapia hanno entrambi 19.840 punti, contro i 16.860 di Galán e Chingotto: una differenza di 2.980 punti. Lo spagnolo non si arrende pubblicamente, ma ammette che la classifica non è più un obiettivo completamente controllabile.
Significa forse che non gioca più con la stessa intensità? La sua dichiarazione completa suggerisce di evitare questa conclusione. Galán spiega di voler concentrarsi sul ritrovare la sua forma migliore piuttosto che sui calcoli. Afferma inoltre di avere ancora la stessa voglia di vincere e di voler dare il massimo per concludere la stagione con Jorge Martínez, che non farà parte della squadra il prossimo anno.
Il suo discorso suona più come un cambio di priorità che come un segno di rassegnazione. Il primo posto diventa una possibile conseguenza, piuttosto che un obiettivo controllabile. Questa chiarezza di intenti potrebbe alleviare la pressione, ma potrebbe anche cambiare il suo approccio ai momenti cruciali dopo una stagione molto impegnativa.
Una vera stanchezza, ma difficile da isolare
Non si può escludere la possibilità di un problema fisico. Galán ha parlato di stanchezza durante un periodo che ha incluso le partite a Parigi, Rotterdam, Düsseldorf e poi Milano. Il suo gioco richiede molta esplosività: copertura del centro, smash ripetuti, avanzamenti e interventi nello spazio di Chingotto.
Anche un lieve calo di forma può avere diverse conseguenze. Potrebbe trovarsi in una posizione meno favorevole su alcune palle alte, scegliere i suoi attacchi con meno margine di manovra o dover lasciare che lo scambio si protragga. Contro una coppia come Stupaczuk-Sanz, capace di mantenere un alto livello di attività, questa perdita può farsi sentire senza necessariamente tradursi in un crollo totale.
Tuttavia, resta impossibile attribuire le due sconfitte esclusivamente alla stanchezza. Galán e Chingotto hanno vinto agevolmente il loro quarto di finale a Düsseldorf contro Sanyo Gutiérrez e Maxi Sánchez, con il punteggio di 6-4, 6-1. Il problema, quindi, sembra dipendere anche dalla resistenza mostrata da Stupa e Sanz.
Dubbi sul livello, ma non ancora sulla coppia
Due sconfitte consecutive aprono una sfida tattica. Non costituiscono ancora una crisi del progetto.
Galán e Chingotto restano appaiati al terzo posto nella classifica individuale e hanno già conquistato diversi titoli in questa stagione. È importante sottolineare che le loro dichiarazioni non rivelano alcuna spaccatura tra i due giocatori. Chingotto continua a mostrare la stessa ambizione, mentre Galán parla innanzitutto di ritrovare la loro migliore forma.
I primi dubbi potrebbero quindi riguardare la loro forma, la loro capacità di chiudere set combattuti e la loro reazione a Stupaczuk-Sanz. Per ora, però, non mettono in discussione la complementarietà della coppia.
Il Milan fornirà una prima risposta. La questione non sarà semplicemente fino a che punto Galán e Chingotto arriveranno nel sorteggio. Sarà fondamentale osservare se Galán riuscirà a mantenere la sua intensità per tutta la partita, se Chingotto riuscirà a ritrovare il controllo del suo gioco diagonale e se i due sapranno ancora una volta concretizzare le occasioni quando il punteggio si farà ravvicinato.
Perché il segnale più preoccupante non è l’ammissione che il primo posto sta sfuggendo di mano. Sta nella ripetizione di partite importanti che inizialmente controllano o tengono testa, ma che poi non riescono a chiudere.
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