Prossimo Evento: 12 - 13 - 14 Dicembre 2025


David Gala ha appena conquistato due titoli FIP Gold nel giro di una settimana, in due continenti e con due partner diversi. In coppia con Enzo Jensen, ha trionfato a Bucarest contro Manuel Aragón e Albert Roglan, con il punteggio di 7-5, 7-6. Sette giorni dopo, a San Paolo, il madrileno ha vinto con Maxi Arce contro José Diestro e Juanlu Esbrí, con il punteggio di 6-4, 6-4.

Questa doppia vittoria porta a tre il numero dei suoi titoli nel 2026, tutti conquistati con partner diversi: Íñigo Jofre ad Abidjan, Jensen a Bucarest e Arce in Brasile. Questa successione di titoli potrebbe dare l’impressione di un giocatore capace di cambiare completamente il proprio gioco con ogni nuova collaborazione. La realtà, tuttavia, appare più complessa: Gala mantiene una struttura molto stabile e adatta principalmente la distribuzione delle responsabilità sul suo lato destro.

Un punto di riferimento che non cambia: Gala rimane sulla sinistra

La prima spiegazione è di natura posizionale. David Gala è mancino, mentre Enzo Jensen e Maxi Arce sono destrimani. In entrambe le finali, quindi, la formazione della coppia non richiede alcun cambio di lato del campo, ma soprattutto, David Gala mantiene lo stesso stile di gioco: costruisce i punti e lascia spazio sufficiente al suo compagno destrimano per accelerare quando necessario.

La compatibilità si basa sulla chiarezza del suo ruolo: giocatore mancino, capace di inserirsi al centro, ma senza pretendere sistematicamente il tiro decisivo.

Con Jensen, la responsabilità offensiva rimane condivisa.

La vittoria del titolo a Bucarest non è stata esattamente frutto di una collaborazione spontanea. Gala e Jensen giocavano insieme da giugno e avevano già raggiunto due finali, al FIP Platinum di Tirana e poi al FIP Silver di Alcalá de Guadaíra. Bucarest rappresenta il loro primo titolo in coppia, più che una semplice intesa nata in pochi giorni.

La finale dimostra chiaramente che Gala non è l’unica risorsa offensiva della coppia. Fin dal primo set, Aragón e Roglan hanno concentrato diversi scambi su Jensen. La giocatrice di destra ha assorbito questo volume di gioco, è intervenuta prontamente a rete e ha contribuito anche a finalizzazioni aeree.

Questa distribuzione permette a Gala di essere più selettivo nei suoi interventi. Può arretrare verso il centro quando la palla diventa attaccabile, senza dover coprire da solo l’intera azione offensiva.

La meccanica, tuttavia, non è perfetta. Sul 3-1 nel primo set, Gala e Jensen si sono trovate entrambe a fronteggiare una palla al centro del campo, giocata sul rovescio, senza un’adeguata comunicazione. Il punto illustra il limite di una coppia in cui ciascuna giocatrice ha una reale capacità di intervenire al centro: la condivisione del campo deve rimanere precisa.

La loro reazione è stata interessante. Sotto 5-3, hanno gradualmente ripreso l’iniziativa, ottenendo un contro-break proprio mentre le avversarie servivano per il set, e poi Gala ha chiuso il set al centro al primo set point. Nel tie-break del secondo set, hanno comunque trovato le risorse per vincere tre punti consecutivi nel game decisivo.

A Bucarest, la partnership si basa su una minaccia offensiva condivisa. Jensen non è l’unico responsabile della costruzione delle azioni che consentono a Gala di finalizzare. Può accelerare, chiudere lo spazio davanti alla porta e tentare personalmente i duelli aerei. Gala mantiene il suo ruolo sulla sinistra, ma non deve necessariamente monopolizzare la fase realizzativa.

Per Arce, la continuità lavorativa è fondamentale.

A San Paolo la situazione è diversa. Gala sta scoprendo una nuova intesa con Maxi Arce, un giocatore destrorso di 28 anni. Le teste di serie numero 2 hanno eliminato in semifinale Alex Chozas e Ramiro De Pascual con un netto 6/2 6/3, per poi superare Diestro–Esbrí con un 6/4 6/4 in finale.

Dopo la vittoria del titolo, Arce ha spiegato che i due giocatori si sono capiti immediatamente. Gala, dal canto suo, ha sottolineato l’energia che il suo compagno gli ha trasmesso. Queste dichiarazioni confermano una rapida intesa, ma non sono sufficienti a definire con precisione il loro assetto tattico.

Un giocatore adattabile, ma non intercambiabile.

Vincere titoli con partner diversi rivela una certa capacità di adattamento. Tuttavia, ciò non dimostra che Gala replichi esattamente le stesse prestazioni con ognuno di essi.

La sua forza sembra risiedere principalmente nella stabilità della struttura che offre. Fornisce un chiaro punto di riferimento per la parte centrale e può essere completata senza richiedere che l’intera struttura sia ad essa dedicata. Il suo complemento a destra conserva quindi un certo margine di manovra per imporre il proprio stile.

Con Jensen, questa libertà crea un’intesa in cui entrambi i giocatori possono accelerare e finalizzare. Con Arce, ha permesso una collaborazione immediatamente competitiva, con una maggiore distribuzione nella trequarti offensiva.

Il passo successivo sarà quello di verificare se questa compatibilità si mantiene al livello Premier PadelContro coppie capaci di prendere di mira il giocatore di destra per periodi più lunghi, spingendo Gala indietro in diagonale e chiudendo più efficacemente i suoi interventi al centro, sta già emergendo una tendenza in due partite del FIP Gold: Gala può influenzare il gioco senza monopolizzare le palle al centro o la finalizzazione; anche il suo compagno di destra conserva una notevole libertà di iniziativa.

Antoine Tricolet

Ho scoperto il file Padel Sono capitato in Spagna per caso, in un campeggio. Ne sono rimasto subito affascinato; appassionato di padel, seguo le notizie internazionali e regionali con lo stesso entusiasmo con cui seguo lo sport stesso.



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