Prossimo Evento: 12 - 13 - 14 Dicembre 2025


Mike Yanguas e Coki Nieto hanno deciso di riunirsi. I due spagnoli sono iscritti insieme al Madrid P1, dove dovrebbero formare la quarta coppia del tabellone. Una scelta logica dal punto di vista della classifica e rassicurante da quello sportivo. Ma è davvero questo il tipo di collaborazione di cui Yanguas ha bisogno per portare il suo gioco al livello successivo?

La questione va oltre il caso di Coki Nieto. Nelle sue recenti collaborazioni con giocatori capaci di costruire, difendere e prolungare gli scambi, Yangas è talvolta apparso frustrato quando il suo compagno non riusciva a chiudere il punto con un servizio alto. Sia con Franco Stupaczuk che con Nieto, certe sequenze hanno dato l’impressione che si aspettasse che il suo compagno mancino fosse in grado di chiudere i punti più rapidamente.

Allora, un altro profilo potrebbe essergli più congeniale? Quello di un vero attaccante, come Aimar Goñi, o quello di un ex compagno di squadra come Javi Garrido.

Il ritorno di Nieto, una scelta logica

La reunion del duo Yanguas/Nieto non sorprende. I due hanno giocato insieme per tutta la stagione 2025, concludendola al quarto posto nella classifica mondiale. La loro costanza ha permesso loro di raggiungere numerose semifinali e di rimanere saldamente alle spalle delle migliori squadre del circuito.

Tuttavia, il loro record ha rivelato una limitazione significativa: nonostante 41 vittorie in 62 partite sul circuito Premier PadelNon avevano vinto alcun titolo e non erano riusciti a raggiungere una finale.

Lo stesso Yangaus aveva individuato parte del problema durante la stagione. In un’intervista rilasciata durante il primo turno dei Mondiali di Malaga, l’andaluso aveva ammesso che alla squadra era mancato “quel tocco di follia” e “un po’ di aggressività in più”.

Il ritorno di Nieto permette loro di mantenere una posizione di vantaggio nella gerarchia e di riprendere immediatamente a giocare con le routine consolidate. Tuttavia, se il loro gioco dovesse rimanere identico a quello del 2025, le stesse limitazioni potrebbero logicamente ripresentarsi.

Una frustrazione già visibile in Stupaczuk

Il progetto nato con Franco Stupaczuk aveva lo scopo specifico di portare maggiore esplosività. L’argentino possiede un’accelerazione superiore rispetto a Nieto, un’eccellente velocità di movimento e numerose opzioni offensive.

Stupaczuk, tuttavia, non è un finalizzatore paragonabile ad Arturo Coello, Leo Augsburger o Alejandro Galán. Può essere molto pericoloso dalla profondità, ma a volte forza anche il ritorno da posizioni difficili. Quando la palla torna indietro, la coppia può trovarsi disorganizzata.

Questa situazione è diventata particolarmente evidente durante i quarti di finale del Málaga P1 contro Paquito Navarro e Martín Di Nenno. Navarro è riuscito ripetutamente a leggere e bloccare i tiri di Stupaczuk. Nel frattempo, Yanguas ha mostrato un’irritazione sempre più evidente. Gli scambi tra i due compagni di squadra si sono fatti rari e la comunicazione in panchina è stata pressoché inesistente.

Sarebbe una semplificazione eccessiva attribuire la loro separazione esclusivamente a questi scambi contestati. La coppia aveva anche subito un calo di risultati, difficoltà fisiche e un’uscita prematura al loro primo torneo a Londra. Ma questi episodi hanno messo in luce una possibile divergenza: Yangaus a volte sembra aspettarsi che il suo compagno chiuda un punto che lui sta ancora cercando di costruire.

Yanguas non è un terzino destro qualunque.

Mike Yanguas, tuttavia, possiede una notevole potenza. Alto 1,89 m, è in grado di coprire molto terreno, accelerare in volée e concludere oltre la linea diagonale. Il suo profilo è più offensivo di quello di un giocatore di destra incaricato esclusivamente di organizzare e difendere.

Ma partire dal lato destro non gli offre sempre le stesse opportunità di finalizzazione di un giocatore mancino. Quando il suo compagno non costringe gli avversari a indietreggiare con la minaccia del suo smash, Yangas a volte deve gestire contemporaneamente la preparazione, la copertura della diagonale e parte della chiusura.

La presenza di un giocatore capace di colpire forte cambierebbe completamente le dinamiche della coppia. Gli avversari sarebbero costretti a difendere più arretrati e a essere più selettivi con i loro pallonetti. Anche senza concludere immediatamente, un giocatore in grado di colpire da lontano può costringere l’avversario a un passaggio corto o a disorientare la difesa avversaria.

In questo modo, Yangaus avrebbe più spazio per sfruttare le sue intercettazioni, la sua velocità a rete e la sua abilità manuale, senza dover costantemente cercare da solo l’accelerazione decisiva.

Aimar Goñi, il complemento quasi ideale sulla carta?

Aimar Goñi incarna perfettamente questo profilo. A soli 20 anni, il giocatore navarrese, alto 1,90 m, gioca come ala sinistra. Il suo tiro potente è già una delle armi più impressionanti del circuito. Lui stesso spiega che questa potenza è una qualità naturale che possiede fin da bambino.

In coppia con Edu Alonso, Goñi ha raggiunto le semifinali dell’Asunción P2, nonché i quarti di finale a Malaga e Londra nel 2026. Attualmente occupa la 36ª posizione nella classifica FIP, il miglior piazzamento della sua giovane carriera.

Tatticamente, la sua intesa con Yangaus avrebbe senso. L’andaluso potrebbe garantire stabilità, difendere e costruire il gioco dalla destra, mentre Goñi si occuperebbe dei lanci lunghi e della finalizzazione.

Questa scelta, tuttavia, comporterebbe diversi rischi. Goñi non ha ancora sufficiente esperienza ai massimi livelli e rimane impegnato in un progetto di sviluppo con Edu Alonso. Inoltre, una partnership con lui costringerebbe Yangaus a rinunciare alla sua posizione di testa di serie numero 4 e ad affrontare le coppie di vertice molto prima.

Goñi potrebbe quindi rappresentare un ottimo complemento per il gioco, ma non necessariamente la scelta più vantaggiosa nel breve termine.

Garrido, un precedente da tenere d’occhio

L’altra opzione porta a un giocatore che Yanguas conosce alla perfezione: Javi Garrido.

I due spagnoli avevano iniziato alla grande la stagione 2024 raggiungendo la finale del Qatar Major. Avevano eliminato rispettivamente Juan Lebrón e Alejandro Galán agli ottavi di finale, e poi Franco Stupaczuk e Martín Di Nenno in semifinale. Garrido, in particolare, aveva giocato un ruolo fondamentale grazie alla sua aggressività e alla sua capacità di chiudere le partite in modo convincente.

La loro serie di successi si è interrotta bruscamente contro Coello e Tapia, che hanno vinto in finale con un netto 6-0, 6-2. La coppia non è poi riuscita a replicare quella settimana eccezionale.

Un ricongiungimento con Garrido offrirebbe a Yangaus un partner di valore, già a conoscenza del suo stile di gioco e in grado di assumersi la responsabilità del rimbalzo offensivo. Tuttavia, il nativo di Cordoba rimane un giocatore incostante, capace di alternare periodi di grande dominio a momenti di maggiore difficoltà.

Questa combinazione avrebbe probabilmente un potenziale offensivo più elevato rispetto a Yangaus/Nieto, ma anche meno garanzie in termini di costanza.

Il problema potrebbe non dipendere esclusivamente dal partner.

Trovare un attaccante potente non risolverebbe tutti i problemi, però. Anche i migliori rimbalzisti si ritrovano con i loro tiri che tornano indietro, soprattutto in condizioni di gioco lente. Coello, Galán e Augsburger devono anche accettare di dover ricostruire il punto dopo una schiacciata difesa.

Se Yanguas si innervosisce non appena il suo compagno non riesce a chiudere una palla alta, un cambio di approccio non basterà. L’andaluso dovrà anche controllare meglio le sue reazioni e rimanere concentrato sul punto successivo. Lo ha ammesso lui stesso di recente, rispondendo alle critiche sul suo comportamento: “L’atteggiamento non deve essere negoziabile”.

La vera questione, quindi, non è se Coki Nieto sia abbastanza bravo da giocare con Yangaus. I suoi risultati, la sua costanza e la sua posizione in classifica non lasciano dubbi al riguardo. Piuttosto, si tratta di capire se i loro rispettivi punti di forza forniscano loro gli strumenti necessari per battere con regolarità le prime due o tre coppie al mondo.

Madrid come prima città a svelare il progetto.

A Madrid, Yanguas e Nieto non partiranno da zero. Conoscono la loro organizzazione, le loro abitudini e i loro punti di forza. La loro sfida sarà quella di proporre una versione più aggressiva rispetto a quella vista nel 2025.

Nieto potrebbe dover essere più selettivo nei suoi colpi e dare priorità alla costruzione dell’azione offensiva quando non si trova in una posizione favorevole. Yangas, dal canto suo, dovrà farsi carico di una parte significativa della pressione offensiva, evitando al contempo di farsi prendere dalla frustrazione quando il punto si protrae.

La scelta di Nieto è dettata da una questione di stabilità e prestigio. Goñi avrebbe rappresentato potenziale e forza. Garrido, invece, una complementarietà comprovata ma più imprevedibile.

Yangas potrebbe aver bisogno di un grande finalizzatore per esprimere appieno il suo potenziale. Ma prima di guardare altrove, dovrà dimostrare di poter costruire una partnership che gli abbia già garantito costanza, pur non avendolo ancora portato in finale.

La prima risposta potrebbe non arrivare dal risultato ottenuto a Madrid, ma dalla loro reazione dopo il primo contropiede: ricostruire insieme o lasciarsi sopraffare di nuovo dalla frustrazione.

Antoine Tricolet

Ho scoperto il file Padel Sono capitato in Spagna per caso, in un campeggio. Ne sono rimasto subito affascinato; appassionato di padel, seguo le notizie internazionali e regionali con lo stesso entusiasmo con cui seguo lo sport stesso.



Source link