Ex headliner del circuito A1 PadelAgustín Torre ha compiuto un passo significativo in avanti nel 2025 unendosi al circuito Premier Padel, dove ora occupa la 52° posto al mondoOriginariamente daOlavarriaIn una piccola città situata a circa 400 chilometri da Buenos Aires, l’argentino sta tracciando la sua strada lontano dai riflettori, con una traiettoria segnata da pazienza, resilienza e scelte profondamente umane. Semifinalista nel FIP Argento di CaenTorre guarda ora al 2026 con ambizione… ma anche con lucidità.
Olavarría, il punto di partenza
Prima dei grandi tornei, degli infiniti viaggi e dei sorteggi internazionali, c’è Olavarría. Una città discreta nella provincia di Buenos Aires, lontana dal trambusto della capitale, dove Agustín Torre ha maturato le sue prime abilità sportive.
Come molti giocatori argentini, il suo sport principale non è il padel, ma il tennis. Ex numero 600 del mondo ATP, trova il tennis uno sport impegnativo e solitario, ma anche mentalmente molto estenuante.
Poi arriva una pausa. Una pausa. Un momento di esitazione.
“Per un periodo non ho fatto nessuno sport. Ho giocato a calcio, poi a padel… ed è stato allora che ho sentito subito qualcosa.”
Torre descrive spesso questo “qualcosa” come un conforto interiore. Una sensazione di gioco, ma soprattutto una sensazione di vita.
Quando il padel diventa ovvio
La svolta non arriva solo dal campo, ma anche dal contesto personale. In quel periodo, la grave malattia del padre sconvolse le sue priorità. I continui viaggi per giocare a tennis divennero gravosi, quasi impossibili.
“Mio padre aveva una malattia molto grave. Viaggiare, giocare, partecipare alle competizioni… era diventato molto difficile.”
Agustín ha poi messo in pausa la sua carriera. Quasi un anno senza gare. Senza aerei. Senza pressioni.
Ed è proprio in questo momento che il padel assume il suo pieno significato.
“Quando ho smesso di giocare a tennis e ho ricominciato a giocare a padel, mi sono sentito meglio mentalmente. Ero più in pace.”
Meno solitari. Più collettivi. Più umani. Il padel non è più solo uno sport: per Agustín sta diventando una fonte di equilibrio.
Scuola A1 Padel crescere lontano dai riflettori
È sul circuito A1 Padel che Agustín Torre si sta davvero costruendo come giocatore professionista. Per diverse stagioni è diventato una delle figure chiave del circuito, accumulando esperienza e disputando partite di alto livello.
“Grazie ad A1 PadelSono diventato un giocatore professionista. Sono riuscito a guadagnarmi da vivere con il padel.
Un momento cruciale della sua carriera. Non è il più pubblicizzato, ma senza dubbio il più istruttivo.
Ancora oggi Torre parla di questo circuito con grande gratitudine, senza chiudere alcuna porta al futuro.
“Ho ricordi molto belli. C’erano persone davvero buone. Non direi mai di no.”
2025: Il grande balzo verso Premier Padel
L’anno 2025 segna una svolta. Dopo i problemi economici dell’A1 PadelTorre esce dalla sua zona di comfort per affrontare l’élite mondiale: Premier Padel.
Un cambiamento radicale. Maggiore competizione. Professionalità assoluta. Nessun posto disponibile.
“Il livello è chiaramente più alto. Tutto è più impegnativo.”
Tuttavia, lungi dall’essere sopraffatto da questo aumento di livello, Torre è stato all’altezza della situazione. Conclude una stagione solida, segnata in particolare da tre ottavi di finale nel circuitoa Malaga, Tarragona e Bordeaux. Prestazioni che testimoniano la sua costanza, ma anche la sua capacità di confrontarsi con giocatori che aveva osservato solo da lontano qualche anno prima.
“Vincere contro giocatori che ammiravo, condividere la pista con loro… è stato un sogno.”
Alla fine della stagione è classificato nella 52° posto al mondoUna classifica che convalida la sua scelta e apre nuove prospettive.
Edificio, in un circuito in continuo cambiamento
Nel padel moderno, dove il cambio di partner è diventato quasi permanente, Torre adotta un approccio misurato.
“Per il pubblico è divertente. Ma molte decisioni sono legate alle classifiche e alle classifiche.”
Ne comprende la logica, senza abbandonare la sua visione: costruire nel tempo resta essenziale. Perché per lui, la prestazione spesso inizia fuori dal campo.
2026 con Aris Patiniotis: un’avventura umana prima di tutto
Per la stagione 2026, Agustín Torre ha firmato con Aris PatiniotisUna scelta che va ben oltre l’ambito sportivo.
“Abbiamo un senso dell’umorismo molto simile. Andiamo molto d’accordo, e per me questo è fondamentale.”
Le stagioni sono lunghe. I viaggi sono numerosi. Le settimane lontano da casa si susseguono una dopo l’altra.
“Trascorrere così tanto tempo con qualcuno con cui ti senti a tuo agio cambia tutto.”
Per quanto riguarda il gioco, Torre sembra fiducioso:
“È un giocatore molto veloce e molto completo. Penso che possiamo lavorare bene insieme in campo.”
Tra ambizione ed equilibrio
L’obiettivo per il 2026 è chiaro: entra nella top 32 mondiale, per accedere al 16 migliori coppie del circuito. Una svolta strategica.
“Porta più tranquillità, meno partite, più stabilità.”
Ma dietro l’ambizione sportiva, Agustín Torre sta portando avanti un’altra battaglia, più personale.
“Ci sono stati momenti in cui non mi sono goduto l’anno. Stare lontano da casa, dagli amici… è dura. Vorrei godermi il mio anno. Sentirmi bene.”
Agustín Torre, 52° al mondo, non è ancora una stella mondiale del padel. Ma il suo percorso racconta una storia diversa: quella di un giocatore cresciuto lontano dal rumore, plasmato dalle prove e guidato da una lucidità raramente riscontrabile nello sport professionistico.
De Olavarria ai tornei più grandi Premier PadelTorre procede senza fretta, ma con una direzione chiara. Cresci, ottieni risultati… senza mai perdere la strada.
Maceo Zerhat ha scoperto il padel nel 2020 al Domaine De Clairis in Borgogna. Ha contribuito all’espansione del club portando con sé energia e curiosità. Padel Magazinetrasmette il suo antoushiasme e il suo ” Padel”mania” rimbalzando abilmente su tutte le ultime notizie sul tuo sport preferito!