Negli anni 18, Andrea Ustero si distingue come una delle più grandi promesse del paddle femminileLa giovane catalana, già detentrice del record di precocità nel circuito, gareggerà questa settimana nella sua secondo Premier Padel Finale au Palau Sant JordiE questa edizione avrà un sapore speciale: si giocherà in casa… e ha appena saputo che formerà un nuovo paio 100% catalano nel 2026 con Ari Sánchez.
Prima di questo importante annuncio, Ustero ha rilasciato un’intervista a Mundo Deportivo.
“Giocare in finale è la ricompensa per un’intera stagione.”
L’anno di Ustero è stato impegnativo: un inizio di stagione con Alessandra Alonso, quindi un progetto solido con Sofia Araújo che ha permesso alla coppia di affermarsi come top 4 del mondo.
Per lei arrivare in finale in salute e con un buon ritmo è già una vittoria:
“Questa è la ricompensa per tutto il duro lavoro dell’anno. Il calendario è impegnativo, quindi arrivare al Masters senza imbarazzo e poter giocare al 100% è motivo di orgoglio.”
Gioca a Palau aggiunge ulteriore motivazione… ma anche un certo peso:
“Sarò sicuramente nervoso. Giocare davanti alla mia famiglia e ai miei amici aggiunge qualcosa in più, ma c’è anche la pressione di non volerli deludere. Cercherò di gestirla bene.”
Un giocatore già nella storia: “Tutto è successo molto velocemente”
A giugno, Ustero è diventato il il campione più giovane della storia di un torneo professionistico, a 18 anni, 1 mesi e 24 giorni, vincendo il Bordeaux P2.
Un momento che non dimenticherà mai:
“Non sapevo nemmeno che fosse un record. Mi è venuto in mente tutto il lavoro che c’è dietro, la mia famiglia, la mia squadra. La gente vede la partita, ma non tutto quello che c’è dietro.”
Sottolinea l’evoluzione personale che sta dietro a questo titolo: palestra, mentalità, disciplina…
“La forza fisica e la tenacia mentale sono importanti tanto quanto il talento. Lavoro al 100% da un anno e mezzo.”
Un blocco mentale contro i migliori
Con Araújo, Ustero ha disputato una stagione regolare, ma i duelli contro le prime 3 coppie spesso sfuggivano al giovane giocatore:
“Contro i migliori, a volte non crediamo di esserne capaci. Abbiamo delle opportunità, ma non siamo concentrati. Sappiamo di poterli battere, è una questione mentale. Ci stiamo lavorando con lo psicologo.”
Il contributo chiave di Sofia Araújo
Per Ustero la chitarra portoghese è stata un elemento fondamentale del suo sviluppo:
“Mi ha insegnato a non mollare mai una palla. Ale Alonso ed io eravamo molto giovani, ci mancava l’esperienza. Sofi mi ha mostrato un altro modo di vedere il padel.”
Una maturità aggiuntiva che dovrebbe servirgli bene nel suo progetto 2026 con Ari Sánchezannunciato subito dopo l’intervista.

Un fine anno all’insegna del Palau… e della famiglia
Con l’avvicinarsi del Natale, la giovane stella rimane con i piedi per terra:
“Non chiedo nulla di materiale. Solo la salute della mia famiglia, questa è la cosa più importante per me.”
Un futuro numero uno?
Ustero non ne fa mistero: sogna di diventare n° 1 al mondo“Ho sempre sognato di essere il numero 1.”
Con un titolo da professionista, una disciplina già impressionante e ora la collaborazione con Ari, si sta muovendo a grande velocità verso questo obiettivo.
Ho scoperto il padel direttamente durante un torneo e, francamente, all’inizio non mi piaceva molto. Ma la seconda volta è stato amore a prima vista e da allora non mi sono persa nemmeno una partita. Sono anche disposto a stare sveglio fino alle 3 del mattino per guardare il finale Premier Padel !
