Prossimo Evento: 12 - 13 - 14 Dicembre 2025


Il sorteggio P2 di Rotterdam suggerisce un quarto di finale particolarmente interessante tra  Mike Yanguas–Coki Nieto e Juan Lebrón–Leo Augsburger Nulla è ancora certo: entrambe le coppie devono prima superare i turni precedenti. Ma se la partita verrà confermata venerdì, vedrà contrapporsi principalmente due approcci molto diversi alla gestione dello scambio.

Lebrón e Augsburger spesso puntano a ridurre al minimo il tempo necessario per passare da una posizione neutra a una offensiva. Non appena un pallone permette loro di avanzare, la loro capacità di arrivare in porta, giocare alto e accelerare può rapidamente sopraffare gli avversari. Di fronte a loro, Yanguas e Nieto dovranno probabilmente risolvere un’equazione complessa:  rallentare questa iniziativa senza condannarsi a una difesa costante .

Impedire a Lebrón-Augsburger di colpire mentre avanza

Questo è probabilmente il primo indicatore da osservare se le due coppie si incontrano di nuovo.

Il problema posto dalla coppia Lebrón-Augsburger non inizia quando Leo prepara uno smash. Spesso si manifesta diversi colpi prima, nel momento in cui uno dei due riesce a giocare una prima di servizio offensiva con il peso in avanti. Da lì, la coppia guadagna terreno, chiudendo gradualmente gli angoli e costringendo l’avversario a difendersi sempre più indietro.

Per Yanguas e Nieto, l’obiettivo potrebbe quindi essere quello di cambiare la posizione da cui gli avversari colpiscono. Un pallonetto profondo non deve necessariamente costringere immediatamente l’avversario a recuperare la rete per essere efficace: se costringe Augsburger o Lebrón a indietreggiare prima di colpire, riduce già il loro vantaggio.

La sfida sarà trovare quella profondità senza offrire un pallone intermedio. Contro una coppia così aggressiva, un pallonetto corto può immediatamente trasformarsi in un’altra azione d’attacco.

La scelta dei lob sarà essenziale

La direzione di questi lob fornirà anche una prima indicazione del piano adottato da Yangaus e Nieto. Cercheranno di più il diagonale per guadagnare altezza e tempo, useranno il parallelo per disorientare la difesa avversaria, oppure alterneranno i due tipi di passaggio per impedire a Lebrón e Augsburger di anticipare le loro mosse?

La questione merita di essere osservata piuttosto che decisa prima della partita.

Lo stesso vale per la distribuzione della palla. Si potrebbe essere tentati di immaginare che Yanguas e Nieto cercheranno deliberatamente Augsburger per limitare l’influenza di Lebrón nella costruzione del gioco. Ma questa ipotesi deve essere verificata sul campo. Dare molti palloni all’argentino significa anche dargli più opportunità di sfruttare la sua potenza.

La statistica veramente interessante sarà quindi meno il numero di palle giocate sull’uno o sull’altro che  il tipo di palloni che saranno costretti a giocare  : in movimento in avanti, fermo o in movimento all’indietro.

Abbassare il punto di contatto con la rete

L’altra battaglia dovrebbe svolgersi intorno alla prima raffica.

Quando Lebrón e Augsburger recuperano palla in posizione comoda vicino alla rete, possono immediatamente dettare il ritmo. Pertanto, Yanguas e Nieto, quando non riescono a effettuare un pallonetto in condizioni ottimali, trarranno vantaggio dal mirare a traiettorie sufficientemente basse per evitare una prima volée aggressiva.

È qui che la chiquita, i colpi indirizzati verso il corpo o le traiettorie dei piedi possono diventare importanti. L’obiettivo non è necessariamente passare immediatamente. Si tratta di costringere il giocatore a rete ad alzare la volée invece di colpirla in avanti.

A volte basta una sola palla bassa per cambiare l’andamento del punto: la coppia in attacco è costretta a giocare un colpo in più, la coppia in difesa può avanzare di qualche metro e la rete torna a essere contendibile.

Per Yanguas e Nieto, che sanno come impostare sequenze più lunghe senza necessariamente cercare un’accelerazione immediata, questa capacità di trasformare gradualmente una difesa in una situazione neutrale potrebbe essere decisiva.

Il centro per la riduzione degli angoli

Sarà interessante seguire anche l’utilizzo del centro.

Contro una coppia che ama accelerare, aprire costantemente gli angoli comporta un rischio: una traiettoria esterna eseguita male può offrire proprio lo spazio necessario per guadagnare ancora più velocità. Il centro, d’altra parte, permette di ridurre le opzioni immediate e può creare un breve momento di esitazione nella distribuzione delle zone.

L’obiettivo non è necessariamente quello di trovare un difetto tra Lebrón e Augsburger. L’obiettivo potrebbe essere semplicemente quello di impedire loro di giocare costantemente nella direzione che preferiscono e di guadagnare tempo sufficiente per riposizionare la coppia.

È proprio su questi dettagli che Yangaus e Nieto potrebbero tentare di ribaltare gli equilibri di potere. Non sono interessati ad accettare una battaglia basata unicamente su velocità e potenza. La loro soluzione risiederebbe piuttosto nella profondità, nella ripetizione, nella qualità delle traiettorie e nella capacità di costringere gli avversari a giocare un colpo in più da una posizione meno favorevole.

Controllo senza cedere

Un pericolo evidente rimane: nel loro desiderio di controllare il potere avversario, Yangaus e Nieto non devono cadere in una posizione difensiva passiva.

Contro Lebrón-Augsburger, concedere costantemente la rete senza creare occasioni di contropiede può diventare rapidamente insostenibile. Anche un’ottima difesa finirà per crollare se ogni punto si trasforma in una serie di tiri giocati dalla linea di fondo.

La loro capacità di individuare il momento giusto per attaccare sarà quindi altrettanto importante quanto la loro qualità difensiva. Una volée bassa e potente, un pallonetto che spinga indietro la coppia avversaria o un cross neutro al centro del campo devono essere trasformati in opportunità per recuperare terreno.

Questa è l’intera sfumatura del potenziale confronto:  contenere senza causare .

Un trimestre che ci permetterebbe di misurare due strutture

Prima di arrivare a quel punto, il sorteggio deve ovviamente fare il suo corso. Lebrón e Augsburger, teste di serie numero 3, attendono agli ottavi di finale il vincitore dell’incontro tra Aguirre e García e tra Tello e Arce. Yanguas e Nieto, teste di serie numero 6, devono vincere due turni per raggiungere i quarti di finale.

Ma se la partita si disputerà, offrirà un test tattico particolarmente chiaro. Bisognerà osservare la profondità dei pallonetti di Yanguas-Nieto, il posizionamento di Lebrón e Augsburger nei loro primi tiri offensivi, l’altezza delle loro volée, la frequenza dei cross al centro e, soprattutto, la capacità degli spagnoli di riconquistare il possesso palla dopo aver difeso.

Probabilmente la domanda non sarà se riusciranno a impedire a Lebrón e Augsburger di attaccare. Nel corso di una partita, sarebbe irrealistico.

 La vera sfida sarà capire se riusciranno a costringerli ad attaccare in condizioni meno favorevoli, con una frequenza sufficiente a riprendere il controllo dello scambio. 

Antoine Tricolet

Ho scoperto il file Padel Sono capitato in Spagna per caso, in un campeggio. Ne sono rimasto subito affascinato; appassionato di padel, seguo le notizie internazionali e regionali con lo stesso entusiasmo con cui seguo lo sport stesso.



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