A soli 17 anni, Fitia Robinson continua a progredire. Al FIP Platinum di Lione, la giovane giocatrice si è assicurata il primo posto nel tabellone principale di un torneo di questo calibro. Ora allenata presso Il mio centro Palavas Prosegue il suo cammino circondata da Benjamin Tison, Yannick Morel e ora Alix Collombon. Dal Madagascar alla Francia, passando per la sua scoperta quasi casuale del padel, Robinson racconta un percorso ancora recente, ma già orientato verso i massimi livelli.
Una novità assoluta nel tavolo finale di un FIP Platinum.
Associato a Lucile Pothier Fitia Robinson, giocatrice della nazionale francese, ha superato con successo i turni di qualificazione di Lione. La coppia inizialmente ha dominato Lucie Vichier e Amanda Pestre-Grange Allora Manon Marcarie e Cassandra Senjean per assicurarsi il biglietto per il tabellone principale.
Una prima esperienza conclusasi contro una coppia di tutt’altro livello: Lucia Sainz , 25° giocatore al mondo, e Letizia Manquillo , futuri semifinalisti del torneo. Il punteggio era netto, ma per Robinson la frustrazione principale non derivava necessariamente dal livello dei suoi avversari.
“Eravamo solo io contro me stessa.” La giovane giocatrice sente di non essere mai riuscita a entrare veramente in partita. Ammette di aver trovato il suo ritmo solo per pochi game, con la sensazione inquietante di essere consapevole, proprio lì in campo, che avrebbe potuto pentirsi di non aver sfruttato al meglio l’opportunità.
Il risultato, tuttavia, non cancella il percorso compiuto nelle qualificazioni. A 17 anni, raggiungere per la prima volta il tabellone principale di un torneo FIP Platinum rappresenta un nuovo traguardo per una persona che ora opera quotidianamente in un ambiente orientato al massimo livello di competizione.

Dal Madagascar al padel quasi per caso
Il padel non è sempre stata una scelta ovvia per Fitia Robinson. Provenendo da un background tennistico, ha scoperto questo sport a Madagascar , quando suo cugino viene a giocare sull’isola. Le prime esperienze sono ben lungi dall’essere un colpo di fulmine.
“All’inizio non mi piaceva affatto. Volevo solo giocare a tennis.” Tutto cambiò quando una giocatrice notò il potenziale suo e di sua sorella. Iniziarono quindi a partecipare a competizioni locali, vinsero i loro primi campionati e Fitia cominciò gradualmente ad appassionarsi.
Il suo sviluppo è notevolmente facilitato dall’emergere del Madagascar Padel Tour Questo gli permette di accumulare incontri. Con competizioni organizzate a volte ogni due settimane, Robinson trova rapidamente un ambiente ideale per progredire e acquisire esperienza.
L’incontro con Yannick Morel che ha cambiato la traiettoria
La vera svolta arrivò circa un anno e mezzo prima, a Mauritius. In un torneo FIP, Yannick Morel La vede suonare e le parla della sua accademia al My Center Palavas. Qualche mese dopo, Fitia attraversa il Mediterraneo per completare il suo primo tirocinio di tre giorni.
A quel punto, non era ancora stato deciso nulla. “Non avrei mai pensato di finire lì”, ammette oggi. Eppure, questa prima esperienza l’avrebbe gradualmente portata a cambiare vita e a trasferirsi nel sud della Francia.
A Palavas, Robinson lavorò in particolare sotto la direzione di Yannick Morel e Benjamin Tison Il suo profilo sta prendendo forma: una giocatrice offensiva che ama venire a rete, bloccare, colpire al volo e accelerare. Il suo gioco da fondo campo è ancora un’area di miglioramento, ma la sua filosofia è già chiara: attaccare e prendere l’iniziativa.

Alix Collombon, un nuovo punto di riferimento quotidiano
L’arrivo di Alix Collombon Il mio Centro Palavas ha ulteriormente migliorato l’ambiente in cui il giovane giocatore si sviluppa. Poter condividere regolarmente la pista con il numero 1 francese cambia inevitabilmente l’intensità delle sessioni di allenamento.
Anche per Robinson le prime sessioni di allenamento furono speciali. “Non avevo mai dedicato tanta intensità a un allenamento in tutta la mia vita come quando giocavo al suo fianco”. Non tanto perché Collombon le desse molti consigli, ma perché la sua sola presenza motivava la giovane giocatrice a voler migliorare il proprio livello.
Fittya la descrive soprattutto come una compagna estremamente affidabile, che la spinge a rimanere concentrata e a ridurre al minimo gli errori. Un modello ideale per una giocatrice ancora in fase di crescita e che sta scoprendo gradualmente le esigenze della competizione di alto livello.
Giornate interamente dedicate al padel
Questo percorso comporta una routine quotidiana particolarmente intensa. Fitia vive con altri ragazzi dell’accademia e segue i corsi a distanza con il CNED, il che le permette di conciliare gli studi con il suo progetto sportivo.
Le sue giornate iniziano solitamente al club intorno alle 8:30 o alle 9:00 con le lezioni scolastiche. Verso le 10:15 è il momento del riscaldamento, prima della sua prima sessione di padel, dalle 10:30 a mezzogiorno. Dopo pranzo e un pisolino – che ammette candidamente essere a volte piuttosto lungo – torna in campo alle 14:00.
Il pomeriggio consiste quindi di circa 1 ora e mezza di padel seguita da 1 ora e mezza di preparazione fisica. Un ritmo già vicino a quello di un giocatore professionista per un adolescente che sta ancora cercando di conciliare la crescita sportiva con gli studi.

La Francia in un angolo della mia mente
Nata e inizialmente formatasi in Madagascar, ma ora residente in Francia per proseguire la sua crescita professionale, Fitia Robinson potrebbe trovarsi di fronte a un’importante scelta sportiva in vista della sua futura convocazione in nazionale.
Ha già avviato le procedure di naturalizzazione con l’obiettivo a lungo termine di poter entrare a far parte delle nazionali francesi, in particolare delle squadre giovanili. E quando gli viene chiesto se gli interesserebbe indossare la maglia della nazionale francese, la sua risposta è inequivocabile.
“Sarebbe fantastico rappresentare la Francia. Mi piacerebbe moltissimo.” Una possibilità che ovviamente rimane subordinata alle procedure amministrative e alle future selezioni, ma Robinson non nasconde il suo desiderio, visto che sta costruendo gran parte del suo progetto sportivo proprio in Francia.
Un vero legame con Lucile Pothier
Il suo periodo a Lione gli ha inoltre permesso di scoprire una partnership particolarmente interessante con Lucile Pothier Robinson cambia ancora regolarmente partner e riconosce che non è sempre facile trovare un’intesa immediata, sia a livello personale che atletico.
Tra lui e Pothier è scattata subito la scintilla. “Mi è piaciuto molto giocare con lei. È davvero gentile e credo che i nostri stili di gioco si completino a vicenda”. I due giocatori lo hanno dimostrato durante le qualificazioni, conquistando insieme un posto nel tabellone principale.
Questa collaborazione potrebbe quindi fornire spunti per il futuro, dato che Fitia continua a cercare stabilità e ad accumulare esperienza sul circuito francese.

Paola Josemaría come ispirazione
Paradossalmente, nonostante le sue ambizioni, Robinson non è una grande appassionata di padel professionistico. Ammette di guardare ancora relativamente poche partite del circuito internazionale, anche se sta gradualmente iniziando a interessarsene di più.
Un giocatore in particolare ha attirato la sua attenzione: Paula Josemaría Non necessariamente per una mossa specifica o una particolare caratteristica del suo gioco. “Penso sia solo perché è stata la numero 1 per un po’. È l’unica che ho seguito”, sorride.
Un punto di riferimento piuttosto affidabile per un giocatore che ama anche attaccare, imporre un ritmo e cercare di prendere il controllo degli scambi.
Ritorno in Madagascar dopo un anno lontano dalla famiglia
Dopo il periodo trascorso a Lione, Fitia Robinson si prenderà una lunga pausa. Si dirigerà in Madagascar, dove si ricongiungerà con i suoi genitori dopo quasi un anno di lontananza.
“Mi farà bene.” La pausa non sarà totale, però, dato che la giovane giocatrice ha intenzione di continuare l’allenamento fisico. Per quanto riguarda il padel, sta pensando di prendersela un po’ più comoda, anche se si aspetta già di essere richiamata in campo una volta tornata sull’isola.
A soli 17 anni, Robinson è ancora all’inizio del suo percorso. Ma tra il trasferimento al My Center Palavas, gli allenamenti con Yannick Morel e Benjamin Tison, la collaborazione con Alix Collombon e ora la sua prima apparizione nel tabellone principale di un torneo FIP Platinum, le cose stanno iniziando a ingranare. Il talento c’è, così come l’ambiente. Ora non gli resta che sviluppare questo potenziale nelle prossime stagioni.
Maceo Zerhat ha scoperto il padel nel 2020 a Savigny-sur-Clairis, in Borgogna. Ha contribuito all’espansione del club portando con sé energia e curiosità. Padel Magazinetrasmette il suo Padel”mania” rimbalzando abilmente su tutte le ultime notizie sul tuo sport preferito!
