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Nessuno studio ha ancora confrontato direttamente il padel e il tennis in termini di attività cerebrale, ma la scienza dimostra che entrambi gli sport appartengono alla categoria delle attività che coinvolgono maggiormente il cervello, e il formato obbligatorio del doppio nel padel potrebbe conferirgli un ulteriore vantaggio, non ancora dimostrato ma logico sulla carta.

Quando confrontiamo due sport, pensiamo quasi sempre agli stessi criteri: quante calorie, quanti chilometri, qual è la frequenza cardiaca. Il cervello, tuttavia, è spesso vistosamente assente da questi confronti – erroneamente, perché le neuroscienze dello sport stanno esaminando attentamente questa questione da circa quindici anni. E le loro scoperte sono inequivocabili su un punto:  Non tutti gli sport stimolano il cervello allo stesso modo. .

Quindi, tra tennis e padel, quale dei due stimola maggiormente il cervello? Ecco cosa rivela la letteratura scientifica disponibile, con le sue certezze e le sue zone d’ombra.

1. La distinzione chiave fatta dai ricercatori: sport “aperto” o sport “chiuso”

Per capire perché alcuni sport stimolano il cervello più di altri, i ricercatori utilizzano una categoria centrale: la distinzione tra  sport in ambiente aperto  e  sport in ambiente chiuso .

  • Un  sport chiuso  Si svolge in un ambiente stabile e prevedibile, dove il movimento viene ripetuto in modo identico: nuoto, corsa su tapis roulant, allenamento con i pesi. Il corpo sa in anticipo esattamente cosa dovrà fare.
  • Un  sport libero Al contrario, si svolge in un ambiente mutevole e imprevedibile, dove bisogna reagire costantemente agli stimoli esterni: tennis, badminton, squash, pallacanestro e, per estensione logica, padel, appartengono a questa categoria.

Questa distinzione non è solo una classificazione accademica: ha conseguenze misurabili per il cervello. Uno studio pubblicato nel 2024 sulla rivista Rapporti scientificiUtilizzando una tecnica portatile di neuroimmagine (spettroscopia nel vicino infrarosso, che misura l’attività corticale durante lo sforzo effettivo), i ricercatori hanno confrontato i partecipanti a sport aperti (badminton, pallavolo, calcio) con i partecipanti a sport chiusi (calisthenics). Il risultato: durante un classico test cognitivo (il test di Stroop, che misura la capacità di inibire una risposta automatica),  Il gruppo di badminton ha mostrato un’attivazione significativamente più forte della corteccia prefrontale dorsolaterale  — un’area del cervello direttamente coinvolta nel processo decisionale e nel controllo dell’attenzione — rispetto al gruppo che praticava esercizi ripetitivi.

 Il tennis e il padel, pertanto, si collocano entrambi dalla parte giusta di questa distinzione.  In base a questo primo criterio, nessuno dei due sport presenta un vantaggio particolare sull’altro: entrambi sono sport “aperti”, quindi entrambi sono associati a una sfida cognitiva più ricca rispetto a un classico sport di resistenza.

2. Cosa rivelano gli studi sui giocatori di sport con racchetta

In particolare, gli sport con racchetta sono stati oggetto di numerosi studi che hanno confrontato le capacità cognitive dei giocatori abituali con quelle dei non giocatori, ottenendo risultati piuttosto coerenti da uno studio all’altro.

Migliore gestione dello spazio e dell’attenzione

Uno studio che utilizza l’elettroencefalografia (EEG, che misura l’attività elettrica del cervello in tempo reale) ha confrontato i giocatori di ping-pong con i non giocatori in compiti di percezione visuospaziale, ovvero la capacità di seguire un oggetto in movimento nello spazio e anticiparne la traiettoria, un’abilità ovviamente centrale in qualsiasi sport con racchetta. I giocatori allenati hanno mostrato un’ampiezza maggiore di un segnale cerebrale chiamato  P3 , associato alla quantità di risorse attentive mobilitate in risposta a uno stimolo rilevante. Risultati simili sono stati osservati nei giocatori di badminton, che hanno risposto più rapidamente e con un segnale cerebrale più forte rispetto ai non giocatori durante i compiti di anticipazione dell’azione.

Funzioni esecutive potenziate

Gruppo di ricercatori sotto il termine  funzioni esecutive  tre principali abilità cognitive di alto livello, utilizzate in particolare negli sport con racchetta:

  •  Inibizione  : la capacità di resistere a un riflesso o a una distrazione (ad esempio, non precipitarsi verso una palla che sembra facile ma che in realtà è una trappola tattica tesa dall’avversario).
  •  Memoria di lavoro  : la capacità di tenere a mente contemporaneamente diverse informazioni durante l’azione (la posizione dell’avversario, il punteggio, la tattica in corso).
  •  Flessibilità cognitiva  : la capacità di cambiare rapidamente strategia a seconda di ciò che accade sul campo.

Diversi studi convergono nel dimostrare che i giocatori di sport con racchetta ottengono risultati migliori in queste tre abilità rispetto ai non atleti, con effetti particolarmente marcati sull’inibizione e sulla flessibilità cognitiva, due abilità direttamente mobilitate in ogni scambio, che si tratti di tennis o di padel.

Una distinzione importante: lo sport fa bene al cervello, ma non in modo miracoloso, a seconda del tipo di attività scelta.

Tuttavia, non tutti gli studi puntano nella stessa direzione. Uno studio che confronta i giocatori di basket (uno sport aperto) con i nuotatori (uno sport chiuso), ad esempio, ha rilevato  nessuna differenza significativa  tra i due gruppi in diversi test cognitivi e di variabilità della frequenza cardiaca. Questo risultato sottolinea una regola importante nella scienza: un risultato incoraggiante in uno studio non dovrebbe mai essere generalizzato senza riserve. Il messaggio più importante, quindi, rimane questo: lo sport, in generale, è benefico per il cervello; la categoria “sport libero” sembra offrire un ulteriore vantaggio in diversi studi, ma questa non è una regola assoluta e universale dimostrata in tutti i contesti.

3. Il fattore che potrebbe far pendere la bilancia: i doppi obbligatori nel padel

È qui che il confronto tra tennis e padel diventa davvero interessante, ed è qui che è necessaria cautela scientifica, perché  Nessuno studio ha finora confrontato direttamente l’attività cerebrale dei tennisti e dei giocatori di padel. Poiché il padel è uno sport relativamente nuovo, la ricerca non ha ancora avuto il tempo di produrre questo tipo di dati comparativi. Pertanto, quanto segue si basa su un ragionamento logico derivante dalle conoscenze esistenti, e non su una scoperta scientifica già consolidata.

Si gioca a Padel  esclusivamente in doppio  — a differenza del tennis, dove il singolo rimane il formato dominante. Tuttavia, giocare in doppio aggiunge un ulteriore livello cognitivo rispetto al singolo, per diverse ragioni documentate da studi sui giochi a due giocatori negli sport con racchetta:

  •  È necessario tenere traccia di più informazioni contemporaneamente.  Nel singolo, un giocatore osserva un solo avversario e la traiettoria della palla. Nel doppio, deve seguire il proprio compagno, entrambi gli avversari e anticipare le intenzioni reciproche: un esercizio decisamente più complesso che richiede memoria di lavoro e attenzione condivisa.
  •  Dobbiamo comunicare in tempo reale.  Gli studi sul doppio nel tennis (applicabili anche al padel, che sotto questo aspetto è strutturalmente identico) dimostrano che la comunicazione costante con il proprio partner – verbale (“parla con me!”) o non verbale (gesti, sguardi) – è considerata un’abilità fondamentale per la prestazione nel doppio, insieme alle qualità tecniche.
  •  Dobbiamo gestire la condivisione asimmetrica delle informazioni.  Uno studio sul doppio nel tennis tavolo ha dimostrato che i giocatori più efficaci sono quelli che riescono a ristabilire costantemente un equilibrato scambio di informazioni con il proprio partner (sapendo cosa l’altro vede, anticipa e pianifica di fare): una forma di coordinazione cognitiva tra i due emisferi cerebrali che semplicemente non esiste nel singolo.

Sulla carta, questa dimensione collettiva e comunicativa, obbligatoria in ogni fase del padel, potrebbe costituire un’ulteriore sfida cognitiva rispetto al tennis singolo. Ma dobbiamo essere onesti sui limiti di questo ragionamento: il tennis di doppio presenta esattamente le stesse caratteristiche, e al momento non esistono dati che ci permettano di affermare che il padel stimoli il cervello più del tennis di doppio.

4. Il legame con l’invecchiamento cerebrale

Questa dimensione cognitiva non è semplicemente una curiosità legata alle prestazioni: si collega direttamente ai dati discussi nel nostro articolo sul padel e l’invecchiamento nello sport. Il famoso studio danese che ha misurato un aumento di quasi 10 anni nell’aspettativa di vita tra i tennisti identifica esplicitamente  stimolazione cognitiva costante  come uno dei meccanismi probabili che spiegano questo risultato eccezionale, insieme alla connessione sociale e allo sforzo cardiovascolare intervallato. Il ragionamento si applica altrettanto logicamente al padel, uno sport di racchetta “aperto” giocato in doppio, anche se – come ci ricorda il resto di questo articolo – mancano ancora dati specifici per confermarlo con la stessa certezza che per il tennis.

5. Quindi, qual è il verdetto?

In base a ciò che la scienza ci permette di affermare oggi:

  •  Il tennis e il padel appartengono entrambi alla categoria degli sport che utilizzano maggiormente il cervello.  (sport aperti), con benefici documentati sull’attenzione, sulla velocità di elaborazione delle informazioni e sulle funzioni esecutive.
  •  Non esistono studi comparativi diretti tra i due sport  — qualsiasi affermazione definitiva (“il padel allena il cervello più del tennis”) sarebbe quindi più un’ipotesi che un fatto scientificamente accertato.
  •  Il formato di doppio obbligatorio del padel  Aggiunge una dimensione di comunicazione e coordinamento per due che, in teoria, costituisce un’ulteriore sfida cognitiva rispetto al singolo, ma questo vantaggio scompare quando si confronta il padel con il tennis, che si gioca anche in doppio.

 La risposta più onesta è quindi la seguente: il padel probabilmente non “allena” il cervello “più” del tennis in termini assoluti, ma la sua struttura permanente di doppio lo rende, per sua natura, uno sport in cui la dimensione cognitiva collettiva è sistematicamente presente in ogni punto, cosa che non sempre accade nel tennis, che molto spesso si gioca in singolo. 

Domande frequenti

 È scientificamente provato che il padel sia più benefico per il cervello rispetto al tennis?  No, nessuno studio ha confrontato direttamente i due sport sotto questo aspetto. Ciò che la scienza dimostra è che entrambi appartengono alla categoria degli sport che risultano tra i più stimolanti per il cervello, insieme al badminton o allo squash.

 Perché il doppio dovrebbe essere più stimolante per il cervello rispetto al singolo?  Perché richiede di seguire simultaneamente più informazioni (il partner, due avversari), di comunicare in tempo reale e di coordinare le decisioni con quelle del partner: esigenze cognitive assenti nel gioco singolo.

 Gli sport con la racchetta rendono davvero più intelligenti?  Gli studi non mostrano questo: non misurano l’intelligenza generale, bensì abilità cognitive specifiche (attenzione, memoria di lavoro, flessibilità cognitiva, velocità di elaborazione delle informazioni visive) che migliorano con la pratica regolare di sport che richiedono decisioni rapide.

 Uno sport di resistenza classico come la corsa non offre alcun beneficio per il cervello?  Sì, ma di natura diversa: gli sport di resistenza sono maggiormente associati alla stimolazione di aree legate alla memoria a lungo termine, mentre gli sport con racchetta richiedono maggiore attenzione, rapidità nel prendere decisioni e funzioni esecutive.

Fonti e metodologia

  • Zhang, Y. et al. (2024). Efficacia comparativa di esercizi di abilità aperti e chiusi sulla funzione cognitiva nei giovani adulti: uno studio fNIRSRapporti scientifici.
  • Studio elettroencefalografico sulla cognizione visuospaziale in giocatori di tennis da tavolo di diversi livelli, PeerJ (2024).
  • Jin, H. et al.; Wang, T., Tu, S. Studi sull’anticipazione dell’azione e sull’ampiezza del segnale P3 nei giocatori di badminton.
  • Studio sulla funzione cognitiva e sulla variabilità della frequenza cardiaca negli sport “aperti” e “chiusi” (pallacanestro vs nuoto), pubblicato su una rivista di medicina sportiva (2023).
  • Krenn, B. et al. (2018). Studio sui legami tra i tipi di sport e lo sviluppo delle funzioni esecutive.
  • Pancar, S. (2020). L’effetto degli sport aperti e chiusi sulle funzioni cognitive — Confronto tra giocatori di tennis da tavolo e atleti di sport di squadra attraverso il Trail Making Test.
  • Studi sulla condivisione di informazioni contestuali nel tennis da tavolo singolo e doppio, Lavoro umano (rivista scientifica, Cairn.info).
  • Schnohr, P. et al. (2018). Studio sul cuore della città di Copenaghen, per il legame tra sport con racchetta, stimolazione cognitiva e aspettativa di vita (già menzionato nel nostro articolo sul padel e l’invecchiamento nello sport).
  • Sintesi di ricerche sulle funzioni esecutive e sulla performance sportiva (Verburgh et al., 2016; Vestberg et al.; Di Russo et al., 2010).

Questo articolo è stato redatto utilizzando fonti scientifiche pubblicamente disponibili ad agosto 2026. In assenza di uno studio comparativo diretto tra padel e tennis a livello cognitivo, alcune conclusioni di questo articolo si basano su un ragionamento logico che utilizza la letteratura esistente piuttosto che su risultati scientifici consolidati; tale distinzione viene chiaramente specificata ove necessario.

Franck Binisti

Franck Binisti ha scoperto il padel al Club des Pyramides nel 2009 nella regione parigina. Da allora, il padel fa parte della sua vita. Lo vedi spesso in tournée in Francia per coprire i principali eventi di padel francesi.



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