Prossimo Evento: 12 - 13 - 14 Dicembre 2025


Si parla spesso di tecnica, tattica e fisicità. Ma su un campo da padel, ciò che molto spesso fa la differenza non si riflette nelle statistiche: la comunicazione. Quella che rassicura, guida e rimette a fuoco… o, al contrario, quella che fa naufragare un giocatore. Ecco perché, in campo, ma anche fuori, sapere quando e come parlare è una qualità essenziale e cruciale.

1. Il padel, uno sport per due… quindi, a voce alta.

Il padel rimane uno sport di squadra. Solo due persone, certo, ma pur sempre uno sport di squadra. E questo aspetto implica una cosa semplice: Giocare senza comunicare è giocare solo a metà..

Comunicare non significa colmare un vuoto. Significa evitare errori inutili, guidare il partner quando perde di vista il gioco e prevenire i problemi anziché risolverli. Quanti errori non forzati derivano da una decisione sbagliata… che si sarebbe potuta evitare con una sola parola al momento giusto? Che dire di un pallonetto tentato quando entrambi gli avversari sono a fondo campo, o di un pallonetto giocato contro un giocatore già a ridosso della rete? Il risultato: frustrazione da entrambe le parti, tensione crescente e una dinamica di coppia in crisi.

Eppure le scuse sono ben note:
“È inutile.”, “È troppo difficile parlare mentre si gioca.”, “Ma si vedeva chiaramente che stavano andando in salita.”.
No. Esattamente. Quando il tuo partner gioca, Tu sei i suoi occhi.

2. Quando parlare… e soprattutto quando tacere

Non tutto può essere detto in qualsiasi momento. E soprattutto, non tutto può essere detto allo stesso modo.

Primo principio fondamentale: Nessun rimprovero, nessuna smorfia.Un fallo diretto richiede incoraggiamento, non una punizione visiva. Uno sguardo abbattuto o un gesto di disapprovazione inviano un messaggio molto chiaro. E molto negativo. La fiducia, già fragile, ne risente immediatamente.

Seconda regola d’oro: Non parliamo di tecnica durante il puntoCercare di correggere un colpo tra uno scambio e l’altro è spesso controproducente. Crea dubbi e confusione e non offre alcun beneficio a breve termine. Il tuo compagno non cambierà la sua tecnica con una sola palla.

Tuttavia, c’è un momento chiave in cui la comunicazione diventa essenziale: non appena il suo compagno non affronta più il giocoPalla alta, ritorno in campo, uscita difficile dal tabellone… Da quel momento in poi, tocca a te analizzare, osservare e chiamare. E non all’ultimo minuto! Le informazioni fornite troppo tardi sono informazioni inutili.

Il ruolo di chi non colpisce la palla è importante tanto quanto quello di chi la gioca. Parlare presto, chiaramente e con continuità permette al cervello di elaborare le informazioni senza sovraccaricarsi.

3. Parlare meglio: le parole giuste, al ritmo giusto

Comunicare non significa urlare a caso. Si tratta di concordare in anticipo, capirsi durante e adattarsi in seguito.

Prima ancora di giocare insieme, è necessaria una discussione: quali parole usiamo? Destra-sinistra? Nomi propri? Diagonali? Il tuo/il mio Non esiste una verità universale. L’unica buona comunicazione è quella che funziona. per la tua coppia.

In pratica, l’ideale è una comunicazione fluida e continua:
fondo, fondo… metà… filetto
ou
fondo… tuo… attento alla rete

Ai massimi livelli, i giocatori parlano costantemente. Non per rassicurarsi, ma per annunciare in tempo reale i micro-movimenti dell’avversario. E nulla impedisce ai dilettanti di trarne ispirazione.

Un altro punto spesso frainteso: I posizionamenti non sono limitati a tre zone.Base, centro e rete. Pertanto, è necessario fare una distinzione tra il giocatore di rete e il giocatore collaRimanere vicini significa praticamente toccare la rete. E tatticamente, questo cambia tutto. Un pallonetto è obbligatorio, oppure serve un tiro molto potente. Chiquita e crocchette diventano regali se le informazioni non sono chiare.

Infine, per semplificare le cose, vale la pena menzionare il regola dei 16 secondi tra due punti:
– qualche secondo per riconnettersi e incoraggiarsi a vicenda,
– pochi secondi per analizzare,
– pochi secondi per decidere,
– poi torniamo in posizione.
Semplice, efficace e soprattutto strutturante per la coppia.

Comunicare nel padel è tutt’altro che naturale. Richiede pratica. Richiede impegno all’inizio e, soprattutto, una reale volontà di uscire dalla propria zona di comfort e abbassare la guardia. Perché giocare in squadra significa anche condividere informazioni.

Maceo Zerhat

Maceo Zerhat ha scoperto il padel nel 2020 al Domaine De Clairis in Borgogna. Ha contribuito all’espansione del club portando con sé energia e curiosità. Padel Magazinetrasmette il suo antoushiasme e il suo ” Padel”mania” rimbalzando abilmente su tutte le ultime notizie sul tuo sport preferito!



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