Non è più solo una promessa. E non è ancora un capo affermato. Leone Augusta Attualmente occupa quella scomoda ma entusiasmante posizione intermedia: quella di un giocatore il cui futuro tutti aspettano di vedere. La sua svolta è innegabile. Ora resta da chiedersi se riuscirà a sfruttare questa opportunità e a imporsi stabilmente al vertice.
Negli ultimi dodici mesi, il giovane argentino è passato dall’essere una promessa molto attesa a un vero e proprio giocatore del circuito mondiale. Risultati, atteggiamento, parole: tutto in lui trasuda la certezza di arrivare dove pochi riescono. Una sicurezza fiduciosa, a volte inquietante, ma raramente tiepida.
Una fede in lui che non vacilla mai
Augsburger non si nasconde. Non sta tergiversando. Lo sta annunciando. In un’intervista rilasciata a Marchio A Valladolid ha dichiarato senza mezzi termini:
“So che un giorno sarò il numero uno. Tra tre, quattro o cinque anni, ma lo sarò.”
Qualche settimana dopo, al Major del Messico, si spinse ancora oltre, includendosi tra i primi tre giocatori del mondo. Dichiarazioni che fecero storcere il naso, certo. Ma che si addicevano perfettamente al suo carattere.
Con Leo, questa sicurezza non è finta. È evidente nel suo gioco, nelle sue scelte offensive, nel modo in cui prende la rete anche quando la situazione non lo richiede. Gioca come parla: senza esitazione.
Un forte legame con il pubblico… e qualche detrattore
In pista, Augsburger vive ogni momento al massimo. Pugno chiuso, sguardo rivolto alle tribune, festeggiamenti senza vergogna. Lo spiega lui stesso:
“Adoro giocare con il pubblico. Quando sento che è con noi, uso quell’energia; mi dà una grande spinta.”
Questa connessione, unita a uno stile ultra-aggressivo e a colpi spettacolari, lo ha reso rapidamente uno dei giocatori più riconoscibili del circuito. Un profilo che attrae, che seduce… ma anche che divide l’opinione pubblica, soprattutto sui social media. Anche in questo caso, a Leo non sembra importare.
“Sta andando avanti, qualunque cosa accada.”
Per comprendere il personaggio, bisogna ascoltare chi conosce davvero il gioco. Sebastián Nerone, voce molto rispettata nel mondo del padel, ha riassunto perfettamente il caso Augsburger sul canale Venti Dieci.
Secondo lui, Leo accetta pienamente la sua esposizione:
“Ha un profilo alto e lo coltiva. Altri non avrebbero mai osato dire ‘Sono il terzo miglior rovescio’. Lui sì. Si mette in gioco. E quando ti metti in gioco, sai che se perdi verrai attaccato, e se vinci verrai elogiato. Ma lui convive con questo.”
Nerone insiste soprattutto su un punto fondamentale: la coerenza.
“Quando vince, vince con la sua idea. E quando perde, perde anche con la sua idea.”
E sul campo, questo non cambia mai:
“Puoi colpirlo dritto in faccia e lui, al punto successivo, proverà a fare esattamente la stessa cosa. Ci prova e basta, senza esitazione.”
2026, l’anno cruciale
Dal punto di vista sportivo, l’Augsburger sta arrivando in un momento chiave.
- 2023: i primi grandi movimenti, la sorpresa.
- 2024: Campione del mondo con l’Argentina, decisivo in finale.
- 2025: conferma che è effettivamente una realtà del circuito.
Ma il 2026 sarà diverso. Per la prima volta, inizierà una stagione con l’etichetta di un serio contendente ai titoli importanti. E soprattutto, con un partner che cambierà tutto.
Il requisito di Juan Lebrón
Questa stagione Leo condividerà la pista con Juan LebrónUna partnership carica di significato… e di pressione. Gli inizi non furono dei migliori, con le eliminazioni precoci al Major del Messico e poi alle finali di Barcellona. Niente di drammatico, ma un promemoria: giocare con Lebrón significa essere giudicati immediatamente in base ai risultati.
La buona notizia è che c’è tempo. Tutta la pre-stagione per lavorare, aggiustare e costruire. L’obiettivo è chiaro: arrivare pronti per la P1 a Riyadh, il primo grande evento dell’anno.
E nonostante queste battute d’arresto iniziali, Lebrón non ha mai dubitato del potenziale del suo compagno di squadra:
“Lui è il presente e il futuro del padel. È il giocatore più originale del circuito attuale. E anche quello che può migliorare di più.”
Da fenomeno a punto di riferimento?
C’è tutto. Talento allo stato puro. Ambizione sfrenata. Una personalità divisiva ma senza scuse. Ora arriva la parte più complicata: trasformare l’energia in coerenza, i lampi di genio in titoli, la certezza in dominio.
Che lo faccia in modo discreto o provocatorio, Leone Augusta Si avvicina al 2026 con un obiettivo chiaro: fare il passo successivo. E dimostrare che il suo carattere, tanto criticato quanto ammirato, non è un ostacolo… ma piuttosto la forza trainante che può portarlo al vertice.
